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PARTICOLARE TENUITA' DEL FATTO E RESPONSABILITA’ DELL’ENTE A NORMA DEL D.LGS. 231/2001

04 MARZO 2018


Con sentenza n. 9072/2017, depositata il 28.02.18, la Terza Sezione della Corte di Cassazione, decidendo sul rapporto tra la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all’art. 131-bis cp e la responsabilità da reato degli enti di cui al D.Lgs. 231/2001 - sul quale nessuna norma dispone espressamente - ha escluso alcun collegamento ed automatismo ed ha stabilito che il Giudice, anche se concede all’imputato il beneficio dell’art. 131- bis cp, deve procedere all’accertamento autonomo della responsabilità della persona giuridica. La Corte è giunta a tale conclusione sulla base della peculiarità del proscioglimento per particolare tenuità, rilevando che la relativa sentenza produce effetti solo sotto il profilo sanzionatorio, con la declaratoria di non punibilità, senza tuttavia coinvolgere il reato, che permane nella sua esistenza storica e giuridica.

L’art. 131-bis cp, anche se non espressamente menzionato dall’art 8 del D.Lgs. 231/2001 quale ipotesi legittimante il venir meno dell’inscindibilità delle responsabilità (trattasi peraltro di istituto successivo), non esclude le sanzioni per la società in quanto - in modo analogo ad alcune cause di estinzione del reato, come la prescrizione, che, non escludendo la sussistenza del reato, non reagiscono in alcun modo sulla configurazione della responsabilità in capo all’ente - presuppone un reato comunque accertato anche se non punibile. Del resto la sentenza ex art. 131-bis cp produce in capo all’imputato conseguenze pregiudizievoli, come l’iscrizione nel casellario giudiziale, ed inoltre ai sensi dell’art. 651-bis cpp ha effetto di giudicato, quanto all’accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e all’affermazione che l’imputato lo ha commesso, nel giudizio civile e amministrativo per le restituzioni ed il risarcimento del danno.

Nella vicenda processuale i Giudici di merito avevano dichiarato la non punibilità a norma dell’art. 131-bis cp del legale rappresentante di una società imputato in relazione ad una gestione di rifiuti non autorizzata ed avevano escluso automaticamente la responsabilità della società per l’illecito amministrativo contestato in dipendenza del reato. La Corte ha annullato la sentenza con rinvio.

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